Agrigento non si visita solo, si attraversa. E da oggi lo si può fare a bordo di un convoglio che sembra essere uscito da una pellicola in bianco e nero: il Treno Storico, un’iniziativa che fonde il patrimonio ferroviario della Fondazione FS con il genio creativo della Savatteri Produzioni.
Mentre Agrigento brilla come Capitale Italiana della Cultura 2025, questo treno non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio palcoscenico in movimento che scivola lungo la leggendaria Ferrovia dei Templi.
🎭 Il Teatro sale a bordo
La vera magia dell’esperienza “Savatteri” risiede nella narrazione. Non appena le carrozze “Centoporte” e “Terrazzini” degli anni ’30 lasciano la stazione, il viaggio diventa teatro immersivo.
Gli attori della compagnia di Marco Savatteri, vestiti in abiti d’epoca o nei panni di figure mitologiche, animano i vagoni e le banchine delle stazioni. Tra canti, monologhi e coreografie, i passeggeri non guardano semplicemente fuori dal finestrino: diventano parte di una storia che celebra la Sicilia, dai fasti della Magna Grecia alle atmosfere novecentesche di Pirandello e Camilleri.
🛤️ Il Percorso: Dalla Valle al Mare
Il treno si snoda lungo una delle linee ferroviarie più panoramiche d’Europa:
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Partenza da Agrigento: Il fischio del capotreno segna l’inizio dell’avventura.
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Fermata Tempio di Vulcano: Il momento più iconico. Il treno si ferma nel cuore del Parco Archeologico, a pochi passi dal Giardino della Kolymbethra. Qui, tra ulivi secolari e mandorli, la performance teatrale raggiunge il suo apice visivo.
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Porto Empedocle: Il capolinea è un omaggio alla storia marinara e letteraria, dove l’archeologia industriale delle vecchie stazioni accoglie i viaggiatori per il gran finale.
✨ Un’esperienza sensoriale
Oltre alla vista e all’udito, il treno storico stimola la memoria e il cuore. Il profumo del legno antico delle carrozze, il ritmo cadenzato delle rotaie e il vento che entra dai finestrini abbassati creano un’atmosfera nostalgica che nessun treno moderno può replicare.
“Il Treno Storico non è solo un omaggio al passato, ma un ponte verso il futuro del turismo lento e sostenibile in Sicilia.”
